Sab. Ott 24th, 2020

L’America scuote il mondo. Di nuovo.

L’America è nel caos, l’omicidio di George Floyd accaduto a Minneapolis lo scorso 27 maggio, ha innescato una vera e propria ondata di rivolte fra la popolazione, prima negli Stati Uniti, poi in molti stati europei, creando un movimento popolare contro la discriminazione razziale.

Ma se questa nuova ventata di rivolta, a mio modo di vedere assolutamente giustificata nelle intenzioni, ha contagiato tutto il mondo, Italia compresa, questa stessa ventata, sembra essere abbastanza circoscritta.

La popolazione manifesta legittimamente contro il barbaro omicidio di un uomo disarmato, tuttavia le ramificazioni di queste proteste sembrano avere una ricaduta abbastanza circoscritta, infatti, le ingiustizie razziali non sono purtroppo limitate a questo tragico episodio, il tumore della “questione del diverso” infatti, è più vivo che mai nel nostro paese.

Un governo “alla buona”

L’esempio forse più eclatante di questa ipocrisia, si può vistosamente ritrovare nell’esecutivo italiano, in effetti, questo governo, nacque dal progetto di “salvare” l’Italia, dalla profonda e pericolosa deriva fascista salviniana, come dichiarato dallo stesso leader di “Italia Viva” – Matteo Renzi che nonostante in tempi non sospetti dichiarò la sua contrarietà ad un accordo con i 5 stelle, finì da lì a poco in un matrimonio combinato con le stelline ma questa si sa, è un’altra storia.

L’accusa che si palesa a questo governo, fatto di numerosi proclami e innumerevoli comitati tecnici, è quella di non aver preso ancora una posizione, dal 5 settembre giorno dell’insediamento, contro l’indirizzo assunto dal precedente ministro degli interni, contrario a quanto dichiarato nelle premesse iniziali, i Decreti sicurezza (1 e bis) sono tutt’ora pesantemente in vigore e anche lo ius culturae (di cui parleremo in un altro articolo) resta un miraggio.

Ancora sporche di sangue

Sono le mani di chi, nascondendosi dietro un virus, non riesce a prendere una netta posizione sul tema immigrazione, facendo proclami in pompa magna per poi finire nel tacere, evitando quindi di attuare dei provvedimenti che mettono al centro prima di tutto la persona anziché gli interessi delle varie lobby dell’estrema destra mondiale.

I morti continuano ma nessuno ne parla

Sono 39 le vittime registrate martedì scorso, una tragedia che non sarà certamente l’ultima e che vede un bilancio davvero drammatico, quasi 1500 le vittime registrate dall’inizio del 2020, un problema che se non verrà risolto nel breve, ci divorerà dall’interno, da quel “buonismo” confezionato in una diretta facebook.

Dov’è adesso l’avvocato del popolo?

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