Sab. Ott 24th, 2020

Ancora una volta, vince la legge.

Voglio iniziare dalla fine per analizzare la parabola discendente di uno, forse il più iconico, movimento di estrema destra italiano, rigorosamente di stampo fascista che dal 26 giugno scorso è scomparso dalla scena politica italiana e con lo sgombero del palazzo occupato abusivamente in via Napoleone III viene colpito lì dove tutto (o quasi) nacque.

Ma andiamo con ordine, chi è Casapound?

L’organizzazione viene fondata nel 2003 a seguito dell’occupazione abusiva dello stabile nel rione Esquilino, al centro di Roma, inizialmente nasce con l’idea di unire i romani in un’associazione di promozione sociale di stampo neofascista, commemorando quindi il ricordo del periodo più brutto della storia del nostro paese e andando ad insidiarsi fra la popolazione, cercando di dare risposte alle classi disagiate e a chi quelle risposte faticava a trovarle nello stato.
Nel 2006 il movimento fondò anche un’organizzazione studentesca, denominata “Blocco Studentesco”, entrando nei mesi successivi nel Movimento Sociale Fiamma Tricolore, non è un caso questa scelta, detta infatti la ferra linea di andare ad insinuarsi nelle menti dei più giovani, cercando di formare una cultura fascista ai giovani elettori di oggi e del domani.
A Casapound sono annoverate anche delle azioni dimostrative, come l’assalto alla “bolla” del programma televisivo Grande Fratello nel 2008 a Roma, insieme con altre occupazioni di edifici.
Nel 2008 CasaPound occupò la sede centrale romana della Fiamma Tricolore, venendone espulsa.
La crescita, come tutti i roditori, è lenta ma costante, nello stabile di via Napoleone III infatti a fine 2010 si contano 23 famiglie per un totale di 82 persone.
Nei mesi successivi si moltiplicano le occupazioni abusive in tutta Roma, molte sgomberate dall’intervento delle forze dell’ordine.
Tutto cambia nel 2011 quando l’associazione si trasforma in movimento politico e candida diversi rappresentanti nelle liste civiche locali, riuscendo addirittura a far eleggere più di un membro.
Dal 2013 si candida a livello nazionale, ottenendo però una scarsissima affluenza, nelle ultime elezioni nazionali, pur tendendo la mano alle più blasonate sigle dei partiti dell’estrema destra italiana, riescono ad ottenere però una percentuale inferiore addirittura al 1% per via del loro quasi assente programma elettorale che non fa altro che sottolineare una nostalgica e grottesca indole fascista.

Con Casapound alle corde, cosa cambia nella politica nazionale?

Davvero poco, anzi direi nulla; gli elettori o presunti tali dell’organizzazione, sono stati completamente Cannibalizzati dalla Lega di Salvini che seppur in discesa libera (ha infatti perso 10 punti percentuali rispetto allo scorso anno) resta ufficiosamente il riferimento per tutti i movimenti di estema destra.

Quindi non è successo niente?

Non proprio, in effetti qualcosa è successo, un simbolo più che altro di giustizia che di politica, perché in effetti Casapound di politica ne ha fatta davvero poca (e per fortuna aggiungerei) ma è il segnale forte che lo Stato è presente e dimostra che in Italia, al contrario di ciò che è ormai credenza popolare, non si può fare ciò che si vuole, restando impuniti davanti alle continue violazioni delle leggi ma che esiste uno stato di Diritto che tutela i diritti e garantisce i doveri.

Così come dev’essere.

Ha vinto la legge.

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