Sab. Ott 24th, 2020

“A lavare la testa all’asino si perde tempo, acqua e sapone”

Un proverbio quantomai attuale, in effetti ciascuno di noi, almeno una volta, si è trovato a combattere contro i mulini a vento, per una causa probabilmente già persa in partenza; si sa, le persone cambiano (forse) ma mai totalmente.

La tristezza e al contempo la brutalità di questo messaggio, è nell’apparente perdita di speranza, verso situazioni o meglio persone, per le quali delle azioni, dei gesti fanno tracollare ogni speranza di cambiamento, verso un utilizzo almeno parziale della scatola cranica.

“Questa volta è doveroso, devo fare nomi e cognomi”

Avrebbe detto qualcuno qualche mese fa, in effetti, stiamo ancora parlando di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, i due bulletti da social network e leader ultra-sovranisti nostrani che questa volta si sono superati.

Nel dettaglio, il leader del partito leghista, dopo lo sconcerto che ha causato qualche giorno fa, durante la conferenza di Zaia, sulla tragica morte dei 3 bambini morti a causa del batterio Citrobacter, l’influencer leghista, anziché partecipare alla trattazione di un tema così delicato, ha continuato a divorare delle ciliege, come se nulla fosse, creando un vistoso imbarazzo anche al governatore.

Questa volta invece, ha rilasciato delle dichiarazioni, a più riprese, di una gravità inaudita, sostenendo infatti che l’app “Immuni” sarebbe pericolosa e contraria alle norme sulla privacy, manifestando l’idea che i dati concessi all’app sarebbero alla mercé di chiunque. Ricordiamo ad onor di cronaca, che la stessa app, a seguito di aggiornamenti, ha raggiunto, nella versione definitiva, il totale anonimato tra gli utenti.

Tutto lecito, se non fosse che lo stesso Salvini preferisca Tiktok, il social cinese usato dai teenager, attualmente nel mirino del Comitato di protezione dei dati UE per le numerose e presunte violazioni al trattamento sui dati personali (vedi approfondimento di Panorama).

La compagna di merende Giorgia Meloni, invece, ha affermato testualmente:

“Non ho scaricato l’App Immuni e invito tutti a non scaricarla. Poi non è stata fatta neanche una gara pubblica per realizzarla”.

Andiamo con ordine

Il signor Salvini Matteo e la signora Meloni Giorgia sono rispettivamente senatore e deputata della Repubblica Italiana, il primo è leader di un partito che attualmente rappresenta il 23,8% dei consensi nel paese, la seconda il 14%. Logica vuole che nel periodo della crisi umanitaria, economica e sociale più grave dal dopoguerra ad oggi, qualsiasi uomo o donna delle istituzioni, avrebbe il dovere di fare il proprio lavoro: l’interesse dei propri cittadini, di farlo lì dove serve, in parlamento. Ai due leader non si contestano le titubanze, io stesso criticai l’attuale governo su delle azioni non fatte, ma avrebbero potuto manifestare le proprie perplessità nelle sedi opportune, non certo nei salottini delle trasmissioni televisive, oltretutto queste stesse titubanze, sono state dato in pasto alla stampa, dichiarazioni come sempre, prime di ogni fondamento tecnico-legislativo, volte soltanto a minare alla fragile stabilità del paese con lo scopo di piazzare più poltrone nelle stanze del potere.

Perché la politica di oggi, a prescindere dallo schieramento partitico, è così povera di contenuti e così carica di slogan?

I nostri figli un giorno ci chiederanno il conto.

Studiate e li faremo tremare con la competenza, lì dove serve,

Viva l’Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *