Sab. Ott 24th, 2020

Se dovessimo scattare una fotografia al nostro paese, ne uscirebbe un ritratto mosso, poco nitido, un momento molto difficile, una crisi sanitaria non ancora passata ed una crisi economica che inevitabilmente è alle porte. È un’Italia politicamente scossa quella delle ultime settimane, equilibri che mai come adesso sembrano vacillare, una maggioranza di governo che pare non avere più punti di contatto con le forze interne, un leader, il presidente Conte, che cerca di nascondere con il carisma ciò che ormai è palese all’occhio di tutti: la totale assenza di un indirizzo politico.

Fra le tante divergenze nella politica nostrana, vi è quella filo giudiziaria che lega l’ex premier Silvio Berlusconi ad un audio, il quale se confermato, cambierebbe l’esito di una sentenza già passata in giudicato, con il rischio di santificare da parte dei tanti ultras da stadio, chi di errori ne ha invece fatti troppi.

Un audio emerso dopo ben 7 anni dalla sentenza che accusava il cavaliere di aver frodato il Fisco, all’epoca una “bazzecola” da ben 7 milioni di euro, per la quale il padre della seconda repubblica fu accusato a 3 anni e 8 mesi, applicazione della legge Severino, decadenza del seggio senatoriale e mesi di servizio sociale in un centro anziani.

Fu la vittoria di una magistratura che dal 94′ con l’indagine su Fininvest condotta da uno straordinario Antonio di Pietro, era impegnata alla caccia all’uomo grosso, la caccia al più potente, quella che rappresentò per molti la vittoria della giustizia contro il Dio denaro, o meglio contro colui che pose gli stessi dei al suo servizio.

Oggi però la vicenda del magistrato Luca Palamara che a Fatti e Misfatti su Tgcom24 ha commentato: «Sono dei fatti rispetto ai quali deve essere interesse di tutti chiarire e comprendere che cosa è accaduto», sostiene l’ex capo dell’Anm alla domanda posta dal conduttore Paolo Liguori.

Non solo, dopo l’audio uscito del giudice Franco in Cassazione (che parla di ingiustizia e «sentenza già scritta» contro Silvio Berlusconi nel caso Mediatrade del 2013) Palamara aggiunge:《Conosco dei pezzi importanti di questa storia》

A contribuire a questa turbolenza giudiziaria è ovviamente l’audio emerso in questi ultimi giorni, dove si sente il defunto giudice Amedeo Franco, il quale ai tempi della sentenza, si rese protagonista di 208 pagine che demolivano la difesa del cavaliere.

Nell’audio appare come un qualsiasi “pentito” in ginocchio, di fronte al potente, nel quale emergono le frasi:《Era tutto deciso dall’alto》 – 《La Corte era un plotone di esecuzione》 – è stata una《decisione sbagliata》.

Eppure il magistrato “pentito” aveva sottoscritto tutto; una vicenda assai strana sulla quale sapremo di più nelle prossime settimane, una nuova pagina che getta oscurità su una magistratura che non trova luce da anni.

“Iustitia omnium est domina et regina virtutum.”

(La giustizia è signora e regina di tutte le virtù)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *