Sab. Ott 24th, 2020

Sono bastate 48 ore.

48 ore per ricordare a tutti cosa siamo diventati, anzi, cosa siamo sempre stati.

Un paese da sempre spaccato in tante parti, fin dall’unione, un territorio difficile il nostro, dove un tempo la minaccia erano i “puzzolenti meridionali” che rubavano, anzi, rubavamo, il lavoro al grande nord, abbiamo odiato e ci siamo alimentati di quello sterco e abbiamo insultato romeni, slavi, polacchi ma non ci siamo fermati, abbiamo chiesto ad un pagliaccio leader di partito, di abbattere le imbarcazioni dei nigeriani, degli eritrei e dei somali, di sommergere chi provava a cercare speranza nel paese più bello del mondo, o meglio, in ciò che ne resta.

Da sempre, abbiamo avuto bisogno del nemico da crocifiggere, l’uomo nero insomma, colui che fondamentalmente non era o non la pensava allo stesso modo, colui il quale ostentava opinioni non conformi o semplicemente gusti differenti.

Siamo sempre stati così, è inutile negarcelo, un paese di grandi risorse sommerse dal marcio e da una ipocrisia generale, ci siamo affacciati al nuovo millennio, con tutte le nuove conquiste in campo sociale, eppure, ci siamo semplicemente girati dall’altra parte, come se il mondo aspettasse noi per crescere.

Scusate l’allungo, tornando alle ultime 48 ore, in Italia sono accaduti 3 fatti differenti, i quali fanno capo ad un unico filo conduttore: l’odio.

Ecco a cosa si fa riferimento:

– Marco Rossi, un giovane calciatore del club Monregale, pubblica sul suo profilo Instagram un video per deridere, insultare e denigrare una donna di colore, qui un estratto testuale della clip:

“C’è una ne*ra di merda che pensa di avere dei diritti. E sta negra è pure donna. Già che donna e diritti non dovrebbero stare nella stessa frase, in più ci aggiungi che è ne*ra. Quindi fa già ridere così no?”.

E poi: “Quest’orango del cazzo ha pensato di denunciarmi per falsa testimonianza. Che forse è vero, un po’ di falso l’ho dichiarato perché ero ubriaco. Però per principio tu non devi rompermi il ca**o, anche perché…” e qui compare la scritta: “Da quando le scimmie hanno gli avvocati?”.

E ancora: “You are black”, “ne*ra di merda”, “Baciami il ca*o”, “pu*ana”, “T*oia”, “lavami i pavimenti”.
“Orango”.

(AGGIORNAMENTO) La società comunica che in data 9 luglio ha avviato le pratiche di svincolo del giocatore.

– Matteo Gazzini, esponente e coordinatore della Lega negli Stati Uniti, ha affermato sul suo profilo Facebook che “Non ci può essere libertà se non si permette ad una persona di essere razzista”. Il rappresentante del Carroccio si è ovviamente giustificato dicendo che la frase è stata strumentalizzata e male interpretata dalla sinistra. L’esponente, si trova ancora allegramente al suo posto, nessuna parola dai vertici di partito.

– Cittiglio (Varese) – Era piena emergenza Covid quando lo scorso 25 marzo, un primario dell’ospedale di Cittiglio, durante un’intervento chirurgico, ha sferrato dei pesanti insulti omofobi nei confronti di un paziente anestetizzato, esclamando testualmente “Ma guardate se, durante un’emergenza, io devo operare questo frocio di mer**”  la notizia, ha cominciato a girare nelle ultime ore, contro al primario, sospeso immediatamente dal servizio, è stato presentato un esposto, si attendono gli sviluppi.

Sono stati 3 uomini con 3 vite e 3 personalità differenti, tutte accomunate sotto la stessa feccia dell’odio, un mix di razzismo, sessismo e omofobia che continua a venire alimentato, un odio che condanna gli ultimi, i fragili e le minoranze.

Mentre tutto quest’odio dilaga, portandosi con sé ciò che di bello abbiamo costruito con i lumi della ragione e delle scienze, occorre demarcare ancora una volta, l’immensa e innegabile ipocrisia di chi si nutre di tutto questo, per aumentare i consensi e di chi invece, seppur non traendo alcun interesse, prova semplicemente a chiudere gli occhi e tappare il naso.

Perché l’odio puoi anche nasconderlo ma puzza di marcio.

La decomposizione delle coscienze.

Restiamo umani?

Sol lucet omnibus

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