Sab. Ott 24th, 2020

Ci siamo presi qualche giorno, un po’ di tempo per analizzare nei fatti, la giravolta nello scenario politico nazionale, con i nuovi equilibri e i nuovi giochi di palazzo.

Elezioni alle spalle, ciò che ne esce è il quadro di un paese stravolto: un’Italia che con in casa i sovranisti, si ritrova alla porta i democratici, una politica che non è del tutto nuova, ma porta con sé quel desiderio di cambiamento, con lo sforzo neanche troppo velato di staccare la vecchia entourage renziana con il nuovo (nuovo?) che avanza.

Il Partito democratico con le sue coalizioni, vince più o meno ovunque, riprendendosi pian piano, quell’Italia che si era convertita ad un verde ormai sbiadito di Matteo Salvini, la cui leadership sembra quasi un lontano ricordo.

Mentre alle porte della Lega si prospetta un forte rinnovamento, con il re del Veneto alle porte, il Movimento 5 stelle affronta i fantasmi di quel populismo che cerca apparentemente di rinnegare, con Alessandro Di Battista e la Casaleggio associati che criticano aspramente l’andazzo dei grillini che non sono più parlanti, bensì accomodanti.

Chi torna a sorridere è Nicola Zingaretti, lui che aveva rischiato la guida del PD, il mese dopo si ritrova leader pressoché indiscusso.

Ogni storia nasce però da uno scontro-accordo, perché non parlare dunque del conflitto a suon di crisi di governo, 5 stelle-PD?

Gli astri cadenti da un lato chiedevano il Sì al referendum (il c.d. “taglio dei parlamentari”) in cambio di un cavallo di battaglia dei zingarettiani: l’abolizione dei Decreti Sicurezza, per dare un colpo di spugna all’ombra di Matteo Salvini su questo governo.

All’orizzonte le elezioni di Roma, la città eterna momentaneamente in mano ai cinque stelle, vede alle porte diversi concorrenti, il negazionista e critico d’arte Vittorio Sgarbi, candidato ormai certo, Massimo Giletti, volto nuovo di una destra che potrebbe riunire tutta la coalizione e per ultimo, non per importanza, Carlo Calenda, candidato asimmetrico del partito Azione, ben visto da buona parte dei Dem e dei renziani.

Ed è così, come una grande giostra che la politica italiana ruota nuovamente, con equilibri a rischio e nuovi leader che caratterizzeranno lo scenario nazionale dei prossimi anni.

 Roma traditoribus non premia.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *